C’è un dato che, più di altri, racconta lo stato di salute del cinema nel 2026: 57 milioni di spettatori tra gennaio e agosto, il 39% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Un ritorno in sala che non è soltanto una buona notizia per l’industria cinematografica, ma un segnale forte per chi pianifica comunicazione. Perché dove tornano le persone, tornano anche le opportunità per i brand e, a giudicare dai risultati della ricerca realizzata da Havas Media Network in collaborazione con FCP (Federazione Concessionarie Pubblicità), queste opportunità sono più concrete di quanto si immagini.
Un contesto ad alta attenzione
Il primo elemento che distingue la sala da qualsiasi altro schermo è la qualità dell’attenzione. Secondo la ricerca, 9 spettatori su 10 arrivano in sala almeno 5 minuti prima dell’inizio del film. Significa che la quasi totalità del pubblico è seduta, in un ambiente buio, senza distrazioni, quando partono i messaggi pubblicitari. Niente secondo schermo che si accende, niente zapping, niente skip dopo cinque secondi. Lo spot in sala è un’esperienza che si guarda per intero, con un livello di immersione che pochi altri media possono garantire. In un panorama in cui l’attenzione è la valuta più scarsa, è un vantaggio competitivo enorme.
Un ricordo che dura
L’attenzione, però, vale solo se si traduce in memoria. Ed è qui che la ricerca restituisce i dati più interessanti. Il giorno successivo all’esposizione, lo spot visto al cinema genera il 2,8% in più di ricordo pubblicitario rispetto alla TV. Un vantaggio che emerge a distanza di 24 ore, cioè nel momento in cui la maggior parte della comunicazione tende già a svanire.
Il beneficio non riguarda solo il messaggio in senso lato. Gli elementi della campagna risultano più memorabili: il ricordo del prodotto pubblicizzato è più alto del 3,2% rispetto alla TV
Dalla memoria all’azione
Il ricordo, per un brand, è un mezzo e non un fine. L’obiettivo è muovere comportamenti. Anche su questo fronte la sala si distingue: la ricerca evidenzia una propensione alla call to action 1,4 volte maggiore rispetto alla TV. Chi vede uno spot al cinema, quindi, non solo lo ricorda meglio, ma è più incline a compiere il passo successivo: cercare il prodotto, visitare un sito, entrare in un punto vendita, attivare un’offerta. Proprio per questo motivo, gli investitori non sono rimasti a guardare. Nel periodo gennaio-agosto 2026 gli investimenti pubblicitari nel cinema sono cresciuti del 68% rispetto allo stesso periodo del 2025. Una crescita che supera di gran lunga quella degli spettatori e che dice una cosa chiara: i brand stanno riscoprendo la sala come leva strategica.
I numeri della ricerca Havas Media Network e FCP suggeriscono che il cinema è tornato protagonista e non solo per i film. Per chi investe in comunicazione, la sala è un ambiente in cui l’attenzione è alta, il ricordo dura più a lungo e le persone sono più pronte ad agire. Il mercato ha già iniziato a muoversi: la vera domanda è se il tuo brand sarà tra quelli che arrivano in sala prima che si spengano le luci. Vuoi capire come inserire il cinema nel tuo media mix? Contattaci: info@dcaitaly.com.